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Zuccheri semplici, dolci e bevande zuccherate

2020-10-22 23:36

Jacopo Evangelisti

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Zuccheri semplici, dolci e bevande zuccherate

Il consumo di zuccheri semplici, provenienti da zucchero da tavola, dolci, caramelle e bevande zuccherate, va limitato al minimo.

 

 

 

Zuccheri semplici, dolci e bevande zuccherate

 

 

Il consumo di zuccheri semplici, provenienti da zucchero da tavola, dolci, caramelle e bevande zuccherate, va limitato al minimo. L’apporto nella dieta non dovrebbe superare il 15% delle calorie totali (LARN) ed in questa quantità sono compresi sia gli zuccheri naturalmente contenuti negli alimenti, che quelli aggiunti provenienti dai prodotti sopra citati.

 

Un eccessivo consumo di zucchero e alimenti con zuccheri aggiunti, comporta principalmente un aumentato apporto calorico (delle cosiddette “calorie vuote” perché derivanti da alimenti che non contengono altri nutrienti utili quali proteine, fibre, vitamine e minerali) ed un rischio maggiore di sviluppare carie dentali, la formazione delle quali è correlata soprattutto al tempo di esposizione agli zuccheri, quindi ad un consumo frequente ed a tempi prolungati senza lavare i denti (è bene quindi sia ridurre il consumo di zuccheri che lavare i denti dopo ogni pasto per la prevenzione delle carie).

 

Gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta, verdura e nel latte non vanno assolutamente limitati, in quanto rientrano tranquillamente nel 15% indicato sopra, consumandoli nelle quantità consigliate per una dieta sana ed equilibrata. Inoltre questi alimenti non apportano calorie vuote ma sono ricchi di vitamine, minerali e fibre, indispensabili per la saluti.

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Gli zuccheri semplici in assenza di altri nutrienti sono assorbiti velocemente, facendo salire rapidamente i livelli di glucosio nel sangue (glicemia), cosa che può dare anche temporaneo sollievo, ma comporta anche un veloce innalzamento dei valori di insulina nel sangue, prodotta dal pancreas in risposta all’aumento della glicemia. L’esposizione frequente e prolungata nel tempo può avere dei rischi, sia per persone con una gestione metabolica degli zuccheri non ottimale, come i diabetici o gli obesi, sia per le persone in salute.

Questo non significa dover escludere dalla dieta zucchero e dolci, neanche per le persone affette da patologie metaboliche, ma piuttosto è utile consumare in quantità moderata zucchero, dolci, bevande zuccherate ed anche marmellate, confetture e miele, spesso ritenuti innocui o salutari, ma comunque calorici e ricchi di zuccheri semplici.

 

Fruttosio:

 

Un particolare tipo di zucchero aggiunto di cui si dovrebbe fare a meno è il fruttosio, non di quello contenuto nella frutta, ma quello usato come dolcificante o aggiunto ai dolci o alle bevande (come tale o sotto forma di sciroppi, di mais ad esempio). Un consumo eccessivo e prolungato nel tempo di fruttosio causa un aumento della produzione di trigliceridi, con conseguente accumulo nel fegato, causando steatosi epatica o fegato grasso che può degenerare con il tempo a steatoepatite e cirrosi se non trattata. Inoltre la steatosi è spesso presente in concomitanza di obesità, contribuendo all’insorgenza di insulino-resistenza e sindrome metabolica.

 

Edulcoranti:

 

I dolcificanti sostituti dello zucchero sono sostanzialmente sicuri, sia i polialcoli (sorbitolo, maltitolo, xilitolo e glicosidi della stevia), che sono di derivazione naturale, sia i dolcificanti artificiali (ciclammati, aspartame, acesulfame e saccarina), che non è vero che sono cancerogeni nelle quantità comunemente consumate (sono sicuri fino a ben 40mg/kg).
Questo non significa che non possano essere evitati, infatti è sempre meglio evitare il consumo di zucchero senza sostituirlo, o comunque farlo moderatamente, con l’ottica di migliorare la varietà e la qualità della dieta.

 

Il consumo di edulcoranti sostitutivi dello zucchero è comunque sconsigliato nei bambini al di sotto dei 3 anni, in gravidanza e allattamento, ed anche nei bambini sopra ai 3 anni vanno utilizzati con cautela, dato che non ci sono dati certi sugli effetti a lungo termine, sia positivi che negativi.

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Riporto due righe dalle linee guida che dovrebbero far riflettere sull’approccio che si dovrebbe avere nei confronti dell’alimentazione:


Non è vero che lo zucchero sia un “veleno bianco”: non ci sono alimenti buoni o cattivi, basta fare attenzione alle quantità ed al bilancio tra quanto mangiamo e quanto “spendiamo” in termini di calorie.


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